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  • Contabilizzatori di calore: leggi, ripartizione dei consumi e costi sottovalutati

    Contabilizzatori di calore: oltre alle spese canoniche ci sono degli aspetti che molti sottovalutano, vediamoli insieme...

    Se anche tu vivi in un condominio, probabilmente avrai sentito parlare di contabilizzatori di calore. Magari li avrai anche installati sui termosifoni del tuo appartamento. Ma facciamo un sondaggio, rispondi a questa domanda: il costo che paghi in bolletta è, ovviamente, legato al calore generato dai tuoi termosifoni. Ma tu, sai esattamente come avviene il calcolo fra l'energia consumata e il conteggio dei dispositivi che poi determina il prezzo da pagare? Conosci la formula e gli elementi che la compongono? In breve, sai per cosa effettivamente paghi?

    Visto che mi ci sono trovato anch'io ed ho trovato molte incertezze in merito e poche risposte ai miei dubbi, ho deciso di scambiare con te le informazioni che ho trovato e i ragionamenti che ho fatto in merito. Purtroppo ho un vizio, cercare sempre di capire il perché delle cose! Soprattutto se queste cose mi vengono imposte dall'alto costringendomi a mettere mano al portafoglio. Se venisse qualcuno e ti dicesse: "Io e te non ci conosciamo, forse ci siamo visti di sfuggita una volta, quando hai approvato il contratto, dammi 150 euro perché hai consumato xyz". Tu che fai? Ti informi o paghi senza neanche sapere il perché? Nel primo caso continua pure a leggere...

    Con il Decreto Legislativo n.102 del 2014, l’Italia recepisce la direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica e, con lo scopo finale di diminuire i consumi e premiare l’efficienza energetica, introduce l’obbligo di installare nelle abitazioni impianti di contabilizzazione del calore. Per metterti in regola hai tempo fino al primo gennaio 2017, poi, a carico dei condomini inadempienti, saranno previste multe tra 500 e 2.500 euro.

    La buona notizia è che mentre con il “vecchio” metodo della ripartizione in base ai millesimi, si disincentivava qualunque strategia di risparmio energetico intrapresa autonomamente all’interno di una unità immobiliare, utilizzando invece i contatori di calore gli inquilini o proprietari pagano solo il calore che hanno effettivamente consumato e, in tempo di crisi, è un vantaggio notevole per chi vuole risparmiare.

    La cattiva notizia è che ci sono degli aspetti che molti sottovalutano ma che hanno dei risvolti economici non indifferenti ed è per questo che ho voluto scrivere questo post: vediamoli...

    IL SERVIZIO

    In primo luogo, mentre in precedenza bastava pagare la bolletta dell’azienda energetica, con le nuove regole, per l’installazione, la contabilizzazione e l’emissione dei bollettini ci si deve affidare ad una ditta privata. Questo comporta il dover sborsare, oltre ai soldi dovuti in base al consumo generato, anche quelli relativi al “servizio”, una cifra questa che può essere più o meno alta e che va comunque a gonfiare, ad ogni bollettino, il totale da pagare.

    LA RIPARTIZIONE: QUOTA FISSA E QUOTA VARIABILE

    Poi è importante sottolineare che le spese per il riscaldamento, secondo la norma UNI 10200, rappresentano la somma di una quota fissa e di una quota variabile:

    • la quota fissa riguarda i costi di gestione dell’impianto e le perdite di distribuzione dell’impianto, ovvero il consumo involontario e le spese stabilite dal gestore.
    • La quota variabile invece si basa sul consumo volontario, e si basa sui consumi rilevati dai contatori di calore.

    La delibera relativa al valore della quota fissa deve essere fatta dall'assemblea di condominio e può essere modificata al termine di ogni stagione di riscaldamento. Chi ha esperienza in merito consiglia, per iniziare, di non andare a proporre una quota fissa troppo bassa perché si rischia di non ottenere quella armonizzazione tanto auspicata.

    La ripartizione conseguente alla contabilizzazione del calore consumato deve rappresentare un momento di verifica continua della vita condominiale nel suo insieme: l'età cambia, le famiglie si evolvono, le esigenze si modificano, in altri termini ogni anno potrebbe essere diverso dall'altro ed avere uno strumento flessibile di ripartizione è assai utile.

    Quindi come va ripartita la spesa?

    Inizialmente, 30-40% quota fissa e 70-60% quota consumo, la storia sociale, economica e termica del condominio potrà in seguito ridefinire la ripartizione ottimale, ma per farlo è necessario che tutti i condomini siano consapevoli della possibilità di modifica annuale e si attivino per capire, ogni anno, quali sono i cambiamenti da tenere presenti per poi stabilire la percentuale da utilizzare. Altrimenti tutto sarà inutile, oltreché svantaggioso.

    IL COEFFICIENTE

    Veniamo ora a quello che ritengo essere il fattore più importante per quanto riguarda la contabilizzazione: il coefficiente usato per calcolare l’importo da pagare.

    Ogni termosifone ha delle caratteristiche tali in base alle quali sprigiona più o meno calore nell’arco del tempo. Le principali, comuni per tutti i termosifoni, sono sicuramente: il materiale di cui è composto, le dimensioni e il numero di elementi.

    Quindi diciamo che il consumo di calore generato, che poi pesa sulla bolletta, è dato da queste caratteristiche. E’ ovvio che un termosifone di legno o piccolo o con un solo elemento, genererà meno calore di uno in ghisa, grande o con tanti elementi radianti. Quindi, per differenziare ogni termosifone, possiamo associargli un coefficiente che cambia in base alle sue caratteristiche: il termosifone di legno, piccolo e con un solo elemento avrà un coefficiente 0,5 mentre il termosifone in ghisa, grande e con tanti elementi radianti avrà un coefficiente 50, giusto?

    Ora, per capire se la spesa che ci viene richiesta dall’azienda a cui abbiamo dato l’incarico di redigere i bollettini sia giusta o meno, è necessario sapere prima qual è il coefficiente che hanno dato a ciascun termosifone e che, una volta moltiplicato per il numero contabilizzato, ci da la spesa effettiva del calore da noi consumato.

    Ad esempio, se il termosifone in bagno ha contabilizzato 100 e il coefficiente che hanno dato a questo radiatore è 62, il consumo da pagare sarà dato da 100 x 62 che da come risultato 6200.

    Fai attenzione perché questa informazione non sempre viene messa nero su bianco: ad esempio, sul foglio con i calcoli che mi arriva a casa con i bollettini da pagare, questo dato manca, mentre invece è indispensabile, perché permette di chiarire se la spesa sostenuta è congrua.

    Infatti se ad un termosifone con pochi elementi radianti hanno dato un coefficiente più grande di un termosifone con più elementi, si capisce al volo, che c’è qualcosa che non quadra: significa che un termosifone piccolo ti farà spendere quanto uno grande!

    Facciamo un esempio:

    Prendiamo che i consumi siano questi. Importante! non sono valori presi a caso ma rispecchiano in percentuale quelli che ho consumato fino ad ora:

    AB
    luogo contati consumati
    bagno 100 6200
    letto 80 9200
    salotto 60 8100
    ingresso 5 280

    Da questi valori, se dividiamo i “consumatiB per i “contatiA, sappiamo qual è, per ogni contatore, quel “coefficiente” C che moltiplicato per l’unità del “contato” mi da come risultato il “consumato”:

    coefficiente C = B / A

    da cui

    A B C
    luogo contati consumati coefficiente
    bagno 100 6200 62
    letto 80 9200 115
    salotto 60 8100 135
    ingresso 5 280 56

    Quindi se per il bagno risulta un coefficiente di 62, in teoria questo dovrebbe essere il coefficiente definitivo per il bagno per cui moltiplicato per i “contatiA del bagno della prossima bolletta, mi dovrebbe sempre dare il valore dei “consumatiB che leggo sul foglio.

    Ora la domanda è: “visto che in base a questi valori da qui alla fine del contratto spenderò una certa cifra, in base a cosa hanno deciso questi coefficienti?

    Per capire se sono valori congrui dicevamo all’inizio, l’unico modo è vedere se ad un termosifone con pochi elementi radianti hanno dato un coefficiente più grande di un termosifone con più elementi, si capisce al volo, che c’è qualcosa che non quadra.

    Per sapere se il coefficiente è congruo dobbiamo trovare una caratteristica del termosifone che sia comune a tutti: penso che il numero degli elementi che lo compone sia giusto.

    Quindi andiamo a dividere il “coefficienteC per il “numero degli elementiD di ciascun termosifone e otteniamo quanto pesa sulla spesa finale ciascun singolo elemento:

    coefficiente E = C / D

    da cui

    A B C D E
    luogo contati consumati coefficiente num. elementi
    un elemento
    bagno 100 6200 62 9 6,89
    letto 80 9200 115 17 6,76
    salotto 60 8100 135 20 6,75
    ingresso 5 280 56 6 9,33

    Come si vede mentre per il letto e il salotto il peso di un elemento è praticamente uguale (anche se per letto dovrebbe essere leggermente minore invece che superiore!), per il bagno e per l’ingresso i valori sono completamente sballati: infatti un elemento dell’ingresso è il 38,22 % più grande di quello del salotto. Visto che i termosifoni sono tutti dello stesso materiale, hanno tutti la stessa altezza e la stessa profondità e l’unica cosa che cambia è appunto il numero di elementi, ogni elemento, nel calcolo del costo, dovrebbe avere lo stesso peso, cosa che così non è, perché?

    Insomma, sono andato a logica e potrei aver fatto errori o dimenticato qualcosa, il mio scopo era solo quello di dare un input per discuterne insieme, vedi tu se c’è qualcosa da modificare o da aggiungere, poi se vuoi lascia un commento.

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    Per fare i calcoli puoi usare questo file Excel che ho preparato per te:
    calcoli-contabilizzatori.xlsx

    Andrea Millozzi's picture
    About the Author

    Appassionato di informatica fin da giovanissimo ho iniziato a programmare da autodidatta. Da allora il mio entusiasmo e la mia curiosità non hanno fatto che aumentare... Oggi mi diletto a realizzare siti internet, App e progetti hardware con Arduino, Raspberry Pi & Co.